Cover art for I giorni di Roma - 6 maggio 1527. Il sacco di Roma

I giorni di Roma - 6 maggio 1527. Il sacco di Roma

Summary

"Il 6 maggio abbiamo preso d'assalto Roma, ucciso seimila persone, saccheggiato le case, preso quello che abbiamo trovato nelle chiese e alla fine incendiato buona parte della città". Così un lanzichenecco descrive il saccheggio che le truppe imperiali infliggono a Roma. Le truppe a difesa della città sono deboli, le mura e l'artiglieria non bastano a fermare gli assedianti. Clemente VII riesce a riparare a Castel Sant'Angelo solo grazie al sacrificio dell'intera Guardia svizzera. Da lì assiste per otto lunghissimi mesi a uno spettacolo inaudito: Roma messa a ferro e fuoco come Troia, Gerusalemme, Cartagine.  Un'orda di soldati affamati, senza paga e incontrollati assaltano le case, i palazzi, le chiese di una città intera e Campo de' Fiori è trasformato in un mercato a cielo aperto per le opere rubate nei palazzi della nobiltà romana. Quella data, secondo alcuni storici, segna la fine della stagione più intensa del Rinascimento italiano, la diaspora degli artisti che avevano fatto di Roma un esempio di splendore. Quello che rimane è un senso di sgomento, di paura, quasi il segno tangibile di una punizione apocalittica.

©2019 Gius. Laterza & Figli S.p.a. (P)Emons 2019. Edizione su licenza di Gius. Laterza & Figli S.p.a.

Narrator: Antonio Pinelli
Length: 1 hr and 30 mins
Available on Audible
Cover art for Sulla scena di Roma - San Pietro, la fabbrica della discordia

Sulla scena di Roma - San Pietro, la fabbrica della discordia

Summary

Tutto è cominciato con quel Niccolò V, nel lontano Quattrocento, che per primo decise di trasferirvi la sede pontificia e restaurare la basilica paleocristiana costruita da Costantino sulla tomba di Pietro, fino ad allora meta dei pellegrini provenienti da ogni parte d'Europa ma destinata solo a celebrare qualche ricorrenza liturgica o solennizzare qualche grande evento politico. Fu lui il primo a dare inizio a quella sorta di cantiere permanente, quel succedersi alternante di lunghe fasi di stallo e improvvise ripartenze che ci ha regalato alla fine San Pietro come oggi la conosciamo. La sua superba e abbagliante mole porta i segni di Bramante, Raffaello, Michelangelo. Parla di Giulio II, del dogma della Controriforma, di Paolo V Borghese.  È un progetto temerario, "la più grande fabrica che si sia mai vista", un'impresa ciclopica, un immane sforzo economico, la fonte di dissidi, polemiche e scontri da una parte e dall'altra, da quella del clero tradizionalista quanto da quella di chi spregia un tempio sfarzoso e colossale. San Pietro divide e separa, è la proverbiale ultima goccia che fa esplodere lo scisma luterano: proprio l'edificio che avrebbe dovuto rappresentare il primato universale della Chiesa romana nel mondo diviene il fattore scatenante della sua spaccatura. I lavori si arrestano, riprendono. Finalmente si concludono. È passato un secolo e mezzo dall'inizio dell’impresa.

©2019 Gius. Laterza & Figli S.p.a. (P)Emons 2019. Edizione su licenza di Gius. Laterza & Figli S.p.a.

Narrator: Antonio Pinelli
Length: 1 hr and 14 mins
Available on Audible