Alessandro Portelli has narrated 2 audiobooks on Listento.it by 1 author. The most-rated is Sulla scena di Roma - Il bombardamento di San Lorenzo.

24 marzo 1944: alle sette della sera la strage è finita. Non rimane che far saltare in aria la cava e murarne l'ingresso per coprire la terribile verità dei giustiziati. Circa 75 sono ebrei detenuti in base all'ordine generale di rastrellamento e in attesa di essere avviati a un campo di concentramento, molti sono prigionieri politici presi dalle celle di Regina Coeli, altri da via Tasso, altri ancora rastrellati per strada e numerosi sono detenuti per reati comuni. "Per la dimensione della strage, le Fosse Ardeatine restano una ferita aperta nella memoria e nei sentimenti della città. Basta guardarsi intorno, grattare la superficie della memoria, e i racconti che sgorgano. Roma ne è piena. Furono trucidate trecentotrentacinque persone, che vogliono dire ormai tre generazioni di altrettante famiglie, parenti stretti, parenti lontani; per ognuno, vogliono dire amici, compagni di lavoro, di partito, di sindacato, di scuola, di chiesa, e vicini di casa, di quartiere: il racconto delle Fosse Ardeatine è un seguito di anelli concentrici che si espandono fino a pervadere lo spazio della città. Certo non è né l'unica né la peggiore delle stragi naziste. È, però, l'unica strage 'metropolitana' avvenuta in Europa. E non solo perché è l'unica perpetrata entro uno spazio urbano, ma anche perché è l'unica che nell'eterogeneità delle vittime riassuma tutta la complessa stratificazione di una grande città."
©2019 Gius. Laterza & Figli S.p.a. (P)Emons 2019. Edizione su licenza di Gius. Laterza & Figli S.p.a.

"Milk run", la corsa del latte, un raid semplice, come il percorso mattutino del lattaio per lasciare le bottiglie casa per casa. È un milk run, nel gergo dei piloti, a seppellire sotto le macerie San Lorenzo, ad abbattere in sei ondate successive gli scali ferroviari e gli aeroporti Littorio e Ciampino e a seppellire una volta per tutte le facilonerie grottesche di difesa del regime. Il tiro al piccione comincia alle 11 in una bella mattina di luglio (il 19 luglio 1943). 662 bombardieri e 268 caccia americano piombano su Roma; le bombe sono 4 mila con 1.060 tonnellate di esplosivo. A difesa, solo 38 aerei italiani, tre dei quali abbattuti. La prima ondata centra lo scalo San Lorenzo, poi tocca al quartiere e sono le devastazioni più gravi. Oggi lo diremmo un bombardamento chirurgico: a lungo si era discusso se colpire Roma, per non passare davanti al mondo come nuovi barbari, per non centrare uno Stato neutrale come il Vaticano. Il primo bilancio ufficiale, il 22 luglio, fissa i morti in 717 e i feriti in 1.599. La cifra dei caduti raddoppierà ma sarà comunque per difetto.
©2019 Gius. Laterza & Figli S.p.a. (P)Emons 2019. Edizione su licenza di Gius. Laterza & Figli S.p.a.